lunedì 9 maggio 2011

09.05.2011 - Nuova Locandina e Primo Trailer

Salve a tutti.

Eccomi di nuovo per annunciare l'arrivo della nuova locandina, ma soprattutto del primo trailer del mio nuovo film.

La locandina, come vedete qui sotto è molto suggestiva ed è molto piaciuta al popolo di Facebook. Vi ringrazio infinitamente per l'interesse che mi dimostrate. Segno che il lavoro fatto in "Storie di Borgata" è stato molto apprezzato. Grazie davvero.


Le cose continuano a muoversi. I contatti continuano a essere presi e tirare su un baraccone come quello di CARONTE, non è certo facile. Il film è di un genere che in Italia non è molto apprezzato, quanto viene fatto da italiani ma qualcosa, ora, inizia a muoversi davvero. Infatti, il 5 Maggio, sono stato alla presentazione della IndiCinema, unprogetto per il rilancio del cinema indipendente italiano. A questo programma aderiscono tante sigle, sia del panorama politico, sia sindacale che cinematografico, tutti convinti a far ritornare il cinema italiano allo splendore di un tempo, cosa che mi sono impegnato io stesso a voler fare già da un paio di anni.
Naturalmente, ho aderito fortemente al progetto.
Ed è proprio per questo che mi sono deciso a creare il primo trailer del mio nuovo film che, con la sua impostazione, annuncia dichiaratamente il suo genere di appartenenza: il Fantastico!
Godetevi il trailer e ditemi che ne pensate!


Alla prossima e mai come ora...

LUNGA VITA E PROSPERITA'
AL CINEMA ITALIANO!!!!







martedì 12 aprile 2011

12.04.2011 - Primi contatti, collaborazioni e... Evoluzione!!!!!

Salve a tutti!

Eccomi qui ad aggiornarvi sulla situazione produttiva del mio secondo film.

Eravamo rimasti alla crazione del gruppo... Beh, da quel momento ne sono successe di cose! Ma andiamo per gradi:
  1. Dopo aver costituito il gruppo, sono state fatte riunioni per decidere la strategia da adottate e gli obiettivi da raggiungere. Tra i tanti, naturalmente, i tre film che ho sempre voluto nel pacchetto realizzativo da proporre alle case di produzione e di distribuzione. In oltre, anche la realizzazione di 12 cortometraggi sul tema della Costituzione Italiana, ma questa è un'altra storia;
  2. Da quel momento in poi, delle persone hanno iniziato a prendere dei primi contatti con probabili sponsor, sia tecnici che di puro Product Placement. Naturalmente ho voluto che iniziassero subito, e qui si parla ancora di Febbraio, perché so per esperienza diretta, dopo anni passati in televisione, che agli sponsor, prima di dare una risposta, devono valutare il progetto, fare dei breafing interni sulla valutazione, decidere sulla possibilità di finanziare un film, capire a quale tipo di visibilità gli può portare il film, bla bla bla, bla bla bla, e bla bla bla! e tutto questo mentre tu fai passare un paio di settimane e richiami e richiami e così via! Ci sono passato già tante volte sotto questo tetto! C'ero anch'io a quelle riunioni e sentivo quello che dicevano! Quindi, capisco a pieno che ci vuole il suo tempo per contattare e CORTEGGIARE lo sponsor!
  3. E allora? come faccio io a convincere lo sponsor a farmi dare i soldi? Prima di tutto facciamo un passo indietro: In Italia, fare film di genere è DIFFICILISSIMO, perchè i produttori non prendono in considerazione questi generi, soprattutto se sono di fatturazione italiana. Tanto meno le case di distribuzione! E mi sono detto: "Se i Produttori e i Distributori non ti stanno a sentire, allora aggiro l'ostacolo, girandoci letteralmente intorno" e così ho iniziato a prendere dei contatti che mi sono provvidenzialmente piovuti dal cielo grazie al mo primo film Storie di Borgata. Ho iniziato a chiamare delle persone che lavorano in grosse società di esercenti e ho fissato degli incontri e li incontrati. Il primo e il secondo incontro, devo dire, sono stati molto promettenti: in pratica mi dicono che sono interessati a voler aiutare il mio gruppo a far uscire i film nelle loro sale (trattandosi di un circuito di multiplex, fate un pò voi i conti) e che con una somma già prestabilita costituita in un pacchetto, loro mi coprono la pubblicità, sia televisiva che cartellonistica. Poi propongono delle "alleanze" con società concorrenti, diciamo così, e agevolazioni varie, che non sto qui a descrivervi; "portatemi il progetto dei film e noi vi facciamo la lettera di intenti". Bene! E una è fatta! Passiamo al prossimo step!
  4. Ora la sceneggiatura DEVE essere definita! E al più presto! Allora chiamo una mia amica sceneggiatrice, Marzia, e gli chiedo di aiutarmi a concludere definitivamente Caronte! Inizia il lavoro! Riunioni su riunioni, sere passate davanti a Skype e alla fine eccoci, dopo un mesetto, alla stesura del film intero. Vi giuro che è stata dura! Ma visti i risultati, ne è valsa la pena! Sono veramente fiero! Ok! Intanto...
  5. La Margot Produzioni, fa un salto a Los Angeles, un pò per staccare e rilassarsi (beati loro, io invece non ho i soldi neanche per pensare a una delle palme del lungo mare) e un pò per prendere contatti con le case di produzione di lì. E' l'11 Marzo, quando partono per parlare con alcuni di loro. Non potete immaginare quanto io sia stato teso per questi incontri e preoccupato per la loro incolumità, visto che da lì a 24 ore dopo sarebbe arrivata sulle coste della California lo Tsunami scaturito dal terremoto in Giappone. Comunque, tutto si risolse nei migliori dei modi e contenti ritornano vittoriosi in Italia;
  6. Io riesco a fissare un appuntamento con una casa di Effetti Speciali Visivi qui a Roma, attraverso un mio amico che ho conosciuto quando lavoravo a ReteOro. Questa società è giovane e bella agguerrita. Gli ho esposto il progetto dei tre film e, vedendo il mio entusiasmo, hanno accettato di curare tutto il settore fotografico ed effettistico dei tre film. In oltre, visto che sono tra i pochissimi in Italia a realizzare le riprese in S3D dal vivo, non vi nascondo che molto probabilmente 2 dei tre film potrebbero essere realizzati proprio in 3D Stereoscopico;
  7. Forte di questa nuova svolta, ora mi trovo con in mano il 50? il 60% del film pronto? Ora mancano solo le conferme degli sponsor e siamo pronti per partire. La sceneggiatura è quasi ultimata, manca da definire bene il finale e poi andrà allo spoglio.
  8. Nel frattempo, sono iniziate ad arrivare le prime e-mail da case di produzione e distribuzione che sono interessate a questo film. Andando a vedere la pagina Histat di questo blog, ho visto che dal 20 Febbraio a oggi, ci sono stati un incremento di visite proprio su questa pagina. E parlo di migliaia di visualizzazioni in 30 giorni;
  9. Intanto, a proposito di migliaia di visualizzazioni. proprio ieri, sono stato alla giornata di Becoming Youtube Stars un incontro, sotto invito della famosa Comunity Video, dove viene "pubblicizzato" il sito in tutte le sue future applicazioni a cui potranno accedere solo i partner. In questa occasione ho conosciuto dei produttori, dei registi, dei professori di scuole di cinema molto affermate e dei Public Relationist, con cui ho chiaccherato per un pò e concluso dei primi accordi vocali. Ora, nei prossimi giorni, li incontrerò per definire meglio le cose.

E siamo arrivati alla fine di questa lettera.

In conclusione, ribadisco, ho deciso di prendere la strada più lunga e tortuosa per arrivare al mio traguardo, non perché sono masochista, ma perché sono costretto a farlo se voglio arrivare a vedere i tre film proiettati in sala. E le premesse, nonostante la fatica e il tempo biblico, sono ottime. Sono sempre più convinto che nonostante la cecità dei colossi, in Italia c'è un sottobosco creativo, come lo chiamo io, che scalpita e non vede ora di emergere e di diventate una grossa e rigogliosa quercia!
Ragazzi, io mi sto muovendo in questa direzione e i risultati cominciano a farsi vedere. Non aspettate, andate per vie alternative e pensate "di traverso" e vedrete che i risultati arriveranno e, soprattutto, armatevi di pazienza. Se il Cinema Italiano deve risorgere per strade alternative, allora dovrà essere così.

Per ora vi lascio e vi mando un abbraccio a tutti.

Alla prossima e grazie di essere arrivati fino a questa riga.


Lunga Vita e Prosperità…
al Cinema Italiano!!

 

venerdì 25 febbraio 2011

25.02.2011 - Inizia la Pre-Produzione!

FINALMENTE!

Dopo un bel po' di tempo di gestazione, e dopo il mio primo film da regista, "STORIE DI BORGATA", eccomi ad annunciarvi l'inizio della Pre-Produzione di CARONTE!

Ma prima di passare al film, devo fare una cosa che tutti si aspettano:

Devo ringraziare pubblicamente tutti i ragazzi che hanno lavorato a "STORIE DI BORGATA", a partire da Mirko, passando per l'onnipresente Angelo, senza scordare Pino, Massimiliano, Stefan, Massimo, Gianluca, Gino, Ugo, Andrea, Adele, Elektra e tutti i ragazzi interpreti minori che di cui non ricordo il nome. Per il reparto tecnico, Alex, Mimmo, Roberto, di nuovo Massimo, Gino e Mirko stesso.
Un saluto veramente speciale va, però, alla MIA Costanza, che senza di lei non sarei riuscito mai a tenere tutti!
Un grazie anche a Mirko che mi ha dato l'opportunità di fare questo film (ok? :D).
Un IN BOCCA AL LUPO per la serie, che non mancherò di seguire, giuro! Dopo tutto è anche una mia creatura, o no?

Però, archiviato, volente o nolente, "STORIE DI BORGATA", e dopo aver passato un periodo non proprio buono, per via della mia salute, che sto scontando tutt'ora, eccomi di nuovo in pista pronto per una nuova avventura.













































Questa che vedete sopra è la locandina Provvisoria, fatta di fretta e furia per il PressBook che sta girando nei vari uffici degli sponsor (sì, perché contrariamente a SdB, questo film ha un Product-Placement), ma io preferisco considerarla di Lancio. Poi in futuro ce ne saranno altre.

Ma la cosa più importante è che finalmente sono riuscito a realizzare un mio sogno: tirare su un gruppo di produzione, che si avvale del supporto di una casa di produzione e di un insieme di persone che sono dei professionisti nel loro campo. Questo gruppo si chiama come il mio avatar: ALIDANT, seguito dalla parola GROUP, perché è un gruppo, logicamente ^_^
Ah, già, il DOGMA 008! Cos'è il D008! E' un manifesto, fondato dalla casa di produzione indipendente MARGOT PRODUZIONI, dove viene stilato un decalogo di regole create ad hoc per "snellire" al massimo possibile una produzione di un film, tagliando al  minimo le spese di produzione e i così detti "momenti morti" durante una giornata di riprese. Ma ci sono anche regole sui contratti, sulle figure professionali e artistiche, tutte volte a ridurre i costi, fino ad oggi ESORBITANTI per poi trovarsi in mano un prodotto cinematografico mediocre. Non faccio esempi, ma sapete bene di cosa parlo, soprattutto può capirlo perfettamente chi è goloso di dolciumi natalizi e grossa frutta estiva...

Caronte verrà fatto con questi criteri.

Di cosa parla Caronte, logicamente non ve lo dico, ma vi dico solo che è un Fanta-Thriller. E su questa combinazione di parole si apre un'altro portone che però vi riassumerò in poche righe: Il problema del cinema italiano è che, oltre a produrre film-leccornie e finti polizieschi, non si produce altro che commedie di vario genere, o drammi sentimentali, psicologici e politici.
Niente da dire contro questi generi, per carità, anche perché ultimamente le commedie italiane battono al botteghino film colossi con alieni blu e viaggi inconsci nella mente umana. Ma il problema, appunto, è proprio questo: si fanno solo QUESTI FILM, punto!

CARONTE, insieme a IRIS & MICHAEL e I DIARI DI JOHN DYLAN mirano ad essere i primi tre film a introdurre, anzi, RE-introdurre quello che in gergo viene definito "FILM DI GENERE", ovvero i film Horror, Fantasy, Thriller, Sci-Fi e tanti altri ancora.

ALIDANT GROUP è nato appositamente per questo scopo! E non a caso ho creato il logo in quel modo: infatti, il logo del gruppo, racchiude in sostanza tutte queste prerogative, raffigurando il profilo del più alto rappresentante della Letteratura Italiana nel mondo, Dante Alighieri, con una grafica snella ed essenziale, con colori metallici, ma con un carattere antico allo stesso tempo, in cui è trascritta la contrizione del nome dell’autore (ALIghieri DANTe), che proietta al futuro la millenaria Cultura Italiana.

Sembra una presentazione aziendale, vero? E infatti lo è! ^_^

Per ora vi lascio e vi mando un abbraccio a tutti.

Alla prossima e grazie di essere arrivati fino a questa riga.


Lunga Vita e Prosperità…
al Cinema Italiano!!!




domenica 1 agosto 2010

01.08.2010 - Storie di Borgata!!!

Salve a tutti!

Eccomi qui dopo molto tempo.
Lo so, lo so, avevo detto che ci sarebbe stato un aggiornamento settimanale sull'andamento del progett ma, come mi capita spesso, quando dico di voler fare una cosa, subito arrivano degli avvenimenti che mi sloccano e mi obbligano ad operare un cambio di rotta.

Dall'ultima pot, ne sono successe di cose. Tra le tante novità, ho iniziato a lavorare a tempo pieno (si fa per dire) ai montaggi di matrimoni e affini. Ma soprattutto, e stavolta sono certo di non rovinarmi i prossimi piani, sto per iniziare la regia di una serie tv che andrà sul Digitale Terrestre e su Sky. La serie si chiama "Storie di Borgata" ed è un progetto che mira a sconvolgere il normale e adagiato modo di fare televisione in Italia. Produzione indipendente, appoggiata da Sky e da sponsor (quindi Product Placement) e che segue la falsa riga di Romanzo Criminale, la serie, naturalmente. Io farò la regia. E che Dio mi aiuti!!!!! ^_^

Per quanto riguarda Caronte, logicamente, dopo vari tentativi e fondi prima certi e poi chiusi, è momentaneamente in Stand-By, di nuovo!!!!
Però già la produzione con cui sto lavorando ora per la serie , è interessata al film e, insieme alla Margot, finalmente riusciremo a battere il primo ciak!!!!!

Quinidi, chiedo a tutti gli interessati al progetto Caronte, di pazientare ancora un pò. Le cose si stanno mettendo in meglio e visto che ho fatto 30, preferisco fare anche 31, al fine di garantire un prodotto migliore di quello che sarebbe stato se non si fosse affacciata la produzione di SdB!

Vista la situazione in cui mi trovo ora, è certo che mi dimenticherò di avvisare tutti, quindi, non fatevi scrupoli a chiamarmi (e mi riferisco a Enzo, Nadia, Stefan e tutti gli altri) perchè in questa produzione c'è posto per tutti!!!!

Un saluto e a rileggerci tra un pò, non so quando, ma molto presto!!!!

Lunga Vita e Prosperità…
al Cinema Italiano!!!

mercoledì 10 marzo 2010

10.03.2010 - D.E.A.D. - Dangerous Experiment And Detonation

Salve a tutti.

Seconda post, con qualche giorno di ritardo. Ma c'è un motivo.

Nella post precedente ho accennato al fatto che sono stato sul set di D.E.A.D. per fare le riprese e l'assistente alla regia. In pratica oltre a fare le riprese, appunto, ho aiutato Stefano, che ha qualche corticino girato così per gioco alle spalle, a girare questo piccolo kolossal, visto che ho esperienza di regia. Devo dire che nonostante conosca stefano da quando è nato, è mio fratello, sul set ho visto un lato di lui che mi ha spiazzato: ha una cultura cinematografica spaventosa e una cura dei particolari che rasenta il maniacale.
Altrettanto Kempes, l'altro regista, che ha un modo di organizzare le cose molto pratico. Se si mette in testa di fare una cosa, la fa, punto. E' riuscito a tirare su un gruppo di persone, tra cast tecnico e cast artistico, in soli 3 giorni e a girare il tutto in 2.
A vederli, io mi sento in difetto, perchè non ho quella determinazione e quell'occhio che ci vuole per portare avanti un progetto, ed è per questo che cerco di circondarmi di persone così, per trovare il modo di finire quello che inizio. Mi renod perfettamente conto che ora sono distratto da una situazione personale che è molto complicata e ancora lontana dalla sua soluzione, ma vedere questi due che fanno un corto in 5 giorni, mi ha risvegliato da un torpore che mi stava divorando.
Mi rivengono in mente le parole dette alla Margot. Jonny mi disse: "Una cosa che bisogna fare per ridurre al minimo i costi e tempi di produzione, è fare due squadre e mentre una gira, l'altra prepara il set successivo". E così è stato sul set del corto. Ma la cosa strabiliante è che non c'è stato bisogno di dirla, perchè era uscita così naturale che mentre io mi concentravo sul mirino per fare la fotografia e premevo Rec, intorno a me c'era un turbine di persone e cose che si muovevano di continuo.
E il trucco, poi, per una produzione quasi a costo zero, è stato più che eccellente. Gli zombie sembravano proprio zombie. In particolare Stefan Bendula, la Guest Star del corto, era uno zombie magnifico, addirittura con un pezzo di vetro conficcato nel cervello.
Una persona che, devo dire, mi ha veramente sorpreso è stata la protagonista: Marina. LEi viene da un ambiente cinematografico di buon livello, ha partecipato come aiuto regista in vari film, tra cui anche l'ultimo di Tornatore, ma stando a Palermo, non aveva sbocchi professionali. Arrivando a Roma, ha deciso di darsi alla recitazione. Questo è il suo primo ruolo da attrice e devo dire che se l'è cavata moooolto bene. Dico così perchè durante le riprese ha fatto una collezione di lividi e di escoriazioni che si vedono solo nei film di guerra. Si è anche ferita alla testa in seguito ad una caduta, bloccando così le riprese. Ma le cose non potevano fermarsi e quindi decidemmo di fare le riprese dove lei si poteva non vedere, modificando le riprese precedentemente decise in storyboard (che Stefano ha disegnato in una nottata!!!!! e che io mi sono studiato la mattina stessa delle riprese mentre andavamo sul set). Alla fine, quando Marina è ritornata sul set dopo essere stata in ospedale per 3 ore, lei era pronta per girare, ma ormai la luce era quasi andata via e perciò, dopo un veloce breafing, riuscimmo a trovare le comparse che facevano gli zombie anche per il giorno dopo, che in realtà era stato riservato per le integrazioni e i fegatelli.
Il giorno dopo girammo le parti con Marina e Nicola, l'altro protagonista, con Marina da sola e con Marina e Stefan, che ha il ruolo del padre di lei che diventa zombie.
La dedizione e la professionalità di Marina e Stefan hanno reso possibile l'ultimazione delle riprese, specie per Marina, che dopo quella botta (per un attimo ha visto nero, quindi la botta era stata vermante forte) ha girato le scene mancanti, correndo, tuffandosi e strillando.
Anch'io ho rischiato una volta di non riuscire a rialzarmi da terra. Marina, per paura, non riusciva a tuffarsi bene e allora, dopo prove e prove, ho deciso di far vedere come fare il tuffo. Mi alzo, con i dolori alle gambe, e ripeto la scena, facendo una corsa con sgommata e un tuffo angelo sul materassino. La scena era perfetta, io ero bloccato sul materassino e la telecamera, naturalmente, spenta. PEr cui non c'è un girato della mia esibizione. Uno dei ragazzi che era venuto sul set per salutare i registi , ha chiesto a Kempes perchè mi muovavo come se avessi una scopa su per il ...., e lui disse che non stavo tanto bene con la schiena, per via della mia dozzina di protusioni e erniette per tutta la schiena. Non ha finito di dire la frase che arrivo io di gran carriera e faccio la scena. il ragazzo guarda Kempes e dice: "ernie, eh?" Kempes non sapeva che dire e io non sapevo come tornare in piedi. comunque, girammo le scene del tuffo di Marina, ma poi ci avrei pensato io in montaggio a fare il lavoro più grosso.
La sera furono girati i flashback in casa di Kempes. Io non andai perchè la schiena non me lo permetteva.
Passarono 2 giorni e ancora Kempes non aveva fatto l'acquisizione del girato e il 10 Marzo, cioè oggi, si stava avvicinando pericolosamente (termine ultimo per mettere on line il corto per il concorso di Paranormal Activity http://www.paranormalactivity.it/vota.aspx?email=88ea4c6f-58de-45ff-8a12-7b4d5a63b5d8), quindi lo chiamai e gli dissi di portarmi tutto il girato che intanto lo acquisivo io. il giorno dopo iniziai a fare un primo assemblaggio del corto. 4 minuti e 37.alla fine della giornata, arriva Kempes e guarda l'assemblato. Già era bello così, ma non potecva andare bene. Doveva durare tassativamente 3 minuti, pena la squalifica dal concorso. Ci rimboccammo le maniche e diventai uno dei personaggi di Cronemberg: ero un tutt'uno con la macchina e il mangiare che mi portava Patty o Stefano. Una cosa filamento e giallastra spiaccicata sul vetro di una fotocopiatrice, in pratica.dopo 3 giorni di montaggio ininterrotto, siamo riusciti a tirare fuori i 3 minuti. Un minuto e 37 di dolorosissimi tagli, ve lo garantisco. Ma in compenso, ho avuto il privilegio di trovare delle musiche e degli effetti sonori veramente di prim'ordine, che danno al corto un senso di amore per il cinema senza pari. E fu in quel momento che capii dove eccedo. Nel montaggio. Dopotutto era logico che fosse così. Ho sempre fatto quello e il mio estro e la mia creatività è lì che prende forma, nel montaggio. Si dice che il vero regista è il montatore, perchè è lui che alla fine da vita al lavoro di una troupe. Io penso sia vero in parte, ma io sono io, sono modesto e molto autocritico con me stesso. Quando Kempes mi chiedeva per telefono come erano le riprese, io rispondevo "abbastaza buone".
Potrei dire che sono stato io a tenere la telecamera in mano, sono stato io a guardare il film in macchina e sono stato io a montarlo, ma vi dico che sono stato io anche a lasciare che i due registi mettessero mano al montaggio finale, perchè il film è un lavoro di squadra, che se non ci fosse non potresti realizzarlo nel modo in cui lo abbiamo realizzato, altrimenti potrei prendere una telecamerina in mano, una bella ragazza, e con lei fare un bel film istruttivo in soggettiva dove io sono sia il regista che l'attore. Ma è cinema quello?
E arriviamo alla fine del montato. Dopo 96 ore di fusione macchina-uomo-cibo, decido di staccare la spina perchè non avevo più la lucidità e andare avanti sarebbe stato solo un peggiorare per il corto. Quindi dissi a Kempes e Stefano di sedersi e dare gli ultimi ritocchi maniacali alla pellicola, di aggiustare la fotografia già ben definita e livellare l'audio laddove pareva troppo alta. Cose piccolissime, che però io mi perdevo per strada. E allora mi alzai, me ne andai in cucina e lavai i piatti. Per rendere il mio cervello del tutto scollegato, decisi di guardare il GF10. Secondo voi l'ho visto?
Mentre lavavo i piatti e cucinavo un bel piatto di spaghetti, parlai con Marina. Scoprii che oltre ad aver lavorato nel cinema, oltre ad essere una brava attrice, oltre ad avere un accento siciliano molto bello, ma che deve cancellare, se vuole fare l'attrice, ho scoperto anche che è sceneggiatrice. E Taaac(direbbe Pozzetto), gli parlo di Caronte. Emiliano, il ragazzo, è un grafico 3d e ha al suo attivo 2 mediometraggi fantasy. Già ci ho parlato con lui e mi ha dato la sua disponibililtà. Lei ha un progetto che è lo stosso che ho intenzione di realizzare: una sorta di società per produrre film di genere, ma io ho anche il progetto di fare un gruppo diviso in tre parti, quello creativo, quello tecnico e quello marketing. Guardandola in volto, lessi nei suoi occhi la meraviglia, e vidi quella luce che cercavo da tanto tempo. Intendiamoci: La Margot ha quella luce, il gruppo con cui ho girato D.E.A.D. ha quella luce, ma lei, abbaglia tutto quello che è intorno. E gli ho chiesto se se la sentiva di aiutarmi a concludere Caronte, con la condizione di non prendere una lira e di essere reperibile anche la notte se è necessario. Gli occhi di lei? Una supernova. E intorno a lei, un sistema solare di pianeti che vorticano e girano senza mai fermarsi. E tutto per passione.
Sì, finalmente ho trovato il gruppo che mi serve per girare Caronte. Un gruppo affiatato, che lavora in un progetto anche gratuitamente e che hanno fame di film di genere.

E che Dio me la mandi buona, stavolta!

Ah, il corto è stato messo on line con un giorno d'anticipo e sta qui:

http://www.paranormalactivity.it/vota.aspx?email=88ea4c6f-58de-45ff-8a12-7b4d5a63b5d8

Votate, votate, votate. Bisogna vincere... e vinceremo!!!

Alla prossima.

Un abbraccio a tutti e grazie di essere arrivati fino a questa riga.


Lunga Vita e Prosperità…
al Cinema Italiano!!!

domenica 28 febbraio 2010

28.02.2010 – Il Nuovo Volto.

Bene ragazzi.

Ben tornati a tutti.

Eccoci finalmente al primo appuntamento della seconda parte del diario di produzione di questo cavolo di film che è difficile da realizzare.

Da oggi in poi, a cadenza settimanale, farò un resoconto degli avvenimenti che riguardano la realizzazione di Caronte, farcito, come mia consuetudine, di episodi correlati e non, tanto per rendervi partecipi delle cavolate che faccio ^_^.

Visto che da quando ho scritto l’ultima volta sono passati un bel po’ di giorni, farò un sunto veloce, sperando di ricordare tutto (se mi dimentico qualcosa scusatemi, anzi non fatelo, tanto non saprete mai quello che mi sono scordato…).

Ho continuato a ultimare la sceneggiatura e sostanzialmente non c’è nulla da dire su di essa, se non che l’idea di base che avevamo deciso in quella famosa riunione con la Margot era molto intrigante.

Poi, dopo qualche giorno, ho avuto un blocco, come se un muro mi si fosse costruito davanti alla mia strada in una sola notte, come succede nel romanzo “I Pilastri della Terra” (a proposito: grande libro. Ve lo consiglio caldamente. Io l’ho adorato perché amo l’architettura e il libro racconta gli intrighi, le guerre e gli amori che girano intorno alla costruzione di una cattedrale. Ne hanno fatto anche una miniserie tv che verrà trasmessa entro la fine dell’anno e tra un po’ inizierò a leggere il seguito). Inconsciamente notai che qualcosa non andava nella storia. Nulla da togliere all’entusiasmo dei ragazzi della Margot, ma tutto quello che è uscito fuori da quella riunione era decisamente troppo. Mi stavo letteralmente perdendo nella storia. Non vedevo il plot, non vedevo il movente e il suo finale era troppo, troppo lontano per capire se poteva funzionare e giustificare tutta la fatica di realizzazione. Allora mi fermai e decisi e far passare qualche giorno senza pensare a Caronte, così iniziai a giocare ad Assassin’s Creed. Grande gioco, non me lo aspettavo così. Soldi spesi bene.

E mentre mi perdevo nei meandri di Gerusalemme, Damasco e Acri, perdendo tutti i miei privilegi di assassino patentato e cercando di recuperare tutti i miei titoli ingiustamente toltimi da Al Muarif, una sera vado a vedere un film che credevo essere di un modo e invece non lo era. Mi piace la saga di Resident Evil e mi è piaciuto Giovanna D’Arco per un solo motivo: Milla Yovovich. Quando ho scoperto che ha interpretato un film sugli alieni, mi sono fiondato a vederla in Il Quarto Tipo. Mi aspettavo di vedere un film alla X-Files e invece, con mio grande stupore (è per questo che per certi film non leggo nulla e non voglio sapere nulla, per non rovinarmi il gusto di vedere un film come tale), ho scoperto che il film è un Docu-film. Milla e tutti gli altri attori interpretano persone reali, realmente vissute e tutt’ora viventi, che hanno avuto un incontro ravvicinato del quarto tipo, appunto, con gli alieni e per avvalorare ancor di più la realisticità della storia, nei momenti salienti vengono proiettati i filmati originali delle sedute di ipnosi fatti da e alla protagonista, anche lei rapita. Le immagini originali sono così sconvolgenti che, vi giuro, per la prima volta dopo non so neanche io quanti secoli, non ho dormito la notte.

Quella notte, fu la notte della svolta.

Non dormendo, e ripensando a quelle scene inquietanti, alla deformazione dei corpi nelle articolazioni, alle ombre, arrivando anche a ipotizzare in maniera puramente scientifica il levitamento del corpo umano (e la teoria che ho formulato è veramente intrigante e ingegnosa), il pensiero, va, tra calcoli astrusi, alla visualizzazioni di tali calcoli nella visuale in terza persona del gioco di Assassin’s Creed, dove il protagonista si collega con un suo avo assassino tramite una macchina chiama Animus. Lui salta di ricordo in ricordo e a volte si trova in una sorta di limbo bianco alla Matrix dove ci sono i calcoli matematici in una sorta di DNA a matrice esagonale. Quella associazione dei calcoli con il DNA esagonale, mi porta al gioco. Nel gioco sono l’assassino che uccide. L’assassino, sfortuna sua, ha anche una coscienza e tanta curiosità e si chiede il perché delle sue missioni e quindi conduce una sua indagine. L’indagine mi porta a un mio cruccio particolare: Diva Venere. 'Sta tizia è la protagonista di una storia in quattro parti che ho nel cassetto. Un commissario di polizia. Il commissario di polizia porta alle indagini. Le indagini portano a svelare cose. Le cose da svelare sono cose che non devono essere svelate. Le cose da non svelare sono nascoste. E perché non nasconderle in un posto che è accessibile a tutti? Un posto utopico, così troppo da essere monotono. E allora? Creiamo un bilanciamento. Yin e Yang, il bianco e il nero, il bene e il male. Profezie, figure bibliche, l’apocalisse (di cui ho discusso con la Margot). La storia buttata giù con la Margot è troppo lunga. Troppa carne al fuoco per un solo film. Allora lo divido in due. No. Ci sono a malapena i soldi per il primo, figurati per il secondo. No. Bisogna chiudere con un episodio. E allora? Diva Venere. E se Diva Venere fosse Antonio? Antonio un investigatore? Perché no? E allora sia. Che fa? Chi segue? Fa l’investigatore per i tradimenti? Segue i mariti infedeli e scatta le foto? Ok! E poi? Segue un tizio che lo sorveglia e lo porta su Terra 2. E i fratelli? Seguono Antonio, semplice. Ma non funziona. E Allora? Trovato: un tizio fugge da una prigione di massima sorveglianza. Viene aiutato da un detenuto complice che gli dice di fuggire e di trovare “i quattro”. Il fuggitivo fugge. Antonio segue un nuovo tizio su cui sta facendo delle indagini. Ci va con i due fratelli, che intanto discutono sui cavoli loro, e il tizio li porta su Terra 2. Ora va meglio… e intanto si erano fatte le 7 di mattina.

Vado a Roma con il treno e inizio a scrivere. Intanto chiamo la Margot e gli dico che ho una nuova idea.

Passano tre giorni e gli parlo dei cambiamenti che ho intenzione di apportare. Li ho visti entusiasti, ma un po’ perplessi, quando gli ho accennato a un muro che deve essere buttato giù. Hanno buttato giù idee per dire la stessa cosa ma in modi diversi. Da quel preciso momento ho capito che se voglio fare quello che veramente voglio fare, allora mi devo rimboccare le maniche e mettermi seriamente sul progetto.

Inizio a chiamare persone e gli dico del progetto.

Cosa ho tra le mani? Mi metto seduto a tavolino e guardo tutto quello che ho: ho un gruppo di amici che sono disposti a partecipare a titolo gratuito al progetto. Ho una scuola di teatro che può partecipare a titolo gratuito al progetto, perché il direttore è un mio vecchio amico. Ho un altro amico che ha un service tecnico, con tutto quello che mi serve per girare e se riesco a convincerlo, posso arrivare ad uno scambio commerciale. 3 attori su 5 partecipano a titolo gratuito al progetto, uno vorrebbe essere pagato e l’altro non è ancora stato scelto. Ho un amico che lavora con gli effetti speciali, che ora è a Parigi per lavoro, ma che sta per tornare in Italia. Ho un amico che gli piace il fantasy e che ha al suo attivo due mediometraggi con FX ben realizzati e che sarebbe disposto a partecipare a titolo gratuito al progetto. Un reparto trucco di tutto rispetto che parteciperebbe a titolo gratuito al progetto.

E arriviamo a oggi.

Sono stato sul set di un cortometraggio horror e ho visto una location che avevo sotto il naso e di cui ignoravo l’esistenza. Un grosso complesso che funge da hotel e centro termale insieme, proprio a due passi dal parco acquatico AquaFelix. L’unico problema è che è solo una costruzione lasciato a metà. Uno spreco di soldi veramente vergognoso. Un posto fatiscente, adatto per girare un horror sugli zombi. Ed è quello che abbiamo fatto oggi. Un horror con tante corse, zombi e bombe. Il tutto GRATIS.

A questo devo arrivare io: realizzare il mio primo film con il minore dispendio di costi e di sforzi e tirare fuori un prodotto competitivo e di alto livello. Cosa che ho fatto oggi, come cameraman e con l’aiuto di un gruppo super affiatato, nonostante i miei bei 37,8 di febbre e un mal di schiena da far paura.

Alla prossima.

Un abbraccio a tutti e grazie di essere arrivati fino a questa riga.


Lunga Vita e Prosperità…
al Cinema Italiano!!!

sabato 23 gennaio 2010

23.01.10 - Resoconto - Parte 5

Ben tornati a tutti.

Ero arrivato alla pardita del lavoro e alla nuova entrata della Margot Produzioni.

Beh, la situazione non era buona, perniente. Mi ritrovavo dalla mattina al pomeriggio, fuori della sede della TV con il foglio di licenziamento in mano e una prospettiva buia davanti a me.
E' stato un colpo veramente forte e l'ho accusato in pieno: ho lavorato in tre TV e ho sempre avuto il tempo indeterminato e trovarmi con quel foglio in mano era come sentirmi nudo, non avevo più un lavoro (non per colpa mia), non avevo uno stipendio fisso ma la mia situazione matrimoniale comunque era solida, però sapevo che ben presto sarebbero arrivati i problemi. Inoltre, mia moglie stava per finire il periodo di Sostegno alla Disoccupazione.
Il mio amico Enzo mi disse di andare da lui alla ImageArtStudio e nel frattempo mi stavo preparando ad andare su un set, come assisstente alla regia, per un videoclip della Margot.
Raccontai quello che mi è successo ai ragazzi e loro mi dissero: "Se le cose sono andate così, ci sarà un motivo. Dovrai per forza fare Caronte".
Attraversai un periodo di depressione, tanto che mi ammalai, in più ci si mise anche un forte dolore alla gamba sinistra, che mi sto trascinando tutt'ora, e dovetti fermare tutte le mie attività perché qualsiasi mossa che facevo mi causava dei dolori sia alla gamba che alla schiena. Feci delle visite per tutto il mese di Novembre e uscì fuori che ho una dozzina di ernie su tutta la spina dorsale. Mi consigliarono di fare nuoto correttivo, ma ora come ora, con il minimo del sussidio di disoccupazione, non posso proprio permettermelo e quindi mi imbottisco di farmaci per non sentire il dolore, per ora.

Siamo arrivati alla fine, ragazzi. Questo è la prima parte: il resoconto della mia avventura con Caronte.

Da ora in poi, inizierà una nuova sezione che sarà caratterizzata dal vero e proprio diario di produzione.

Vi lascio dicendovi che il progetto di Caronte è in continua evoluzione, tutto quello che ho raccontato fin'ora è solo l'inizio di questa avventura. Dalla prossima lettera, inizierà il cammino, non proprio giorno per giorno, di questa produzione tanto tortuosa. Sì, tortuosa! Perché in Italia non c'è il concetto di Cinema come Industria, come in America. Certo, la qualità del cinema italiano è molto d'essai se mi fate passare il temine.
La mia missione, sperando di poterla portare a termine, è quella di portare il cinema di genere fantascientifico in Italia e poco importa se per farlo dovrò scendere a compromessi con una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti o con un capolavoro da oscar, basta che ci sia, e se il mio film Caronte deve essere un film d'essai ne sarò lusingato, e se sarà un Cinepanettone, tanto meglio. Una cosa conta: bisogna svegliarsi, guardarsi un pò intorno e scoprire che i cugini francesi, gli inglesi, i tedeschi, addirittura gli spagnoli e i russi sfornano film di fantascenza, mentre noi, che corriamo ad affollare i cinema con i Pirati, i Maghetti, i Vampiri e gli Avatar, facendoli diventare dei veri e propri fenomeni multimediali, facciamo commedie, commedie sentimentali, commedie drammatiche, commedie comiche, drammi giudiziari e polizieschi.

Mi dite chi ha detto che un film fantascentifico non può essere scritto, girato e proiettato da italiani nei cinema italiani, perchè non lo guarderebbe nessuno?

Un abbraccio a tutti e grazie di essere arrivati fino a questa riga.


Lunga Vita e Prosperità…
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giovedì 7 gennaio 2010

07.01.10 - Resoconto - Parte 4

A.S. (Ante Scriptum): Per favore, gradirei moltissimo dei commenti, mi sembra di parlare da solo. Almeno per avere un riscontro scritto!!! Grazie a tutti!!!!

Eccomi a Voi!!!!!

BUON ANNOOOO!!!!!!!

Diciamocelo: quello appena passato non è staot un buon anno per tutti!
Per me non lo è stato affatto!
Mia moglie perde il lavoro il 9 Gennaio, io mi ritrovo con gli strascichi monetari di una macchina incidentata, che tutt'ora non è del tutto riparata, iniziano ad arrivare i primi problemi al lavoro, la casa che inizia a perdere i primi pezzi, poi, il 10 Maggio La TV chiude i battenti della sede di ROma, dopo una falciata totale in tutte le sedi d'Italia, mettendo 30 persone in mezzo a una strada, me compreso (con la faccia tosta ti dicono: "E' stata una bella avventura. Ci abbiamo provato, ma non è andata bene", eh già, abbiamo giocato, vero?), conseguente depressione, problemi fisici e pricologici dovuti alla gamba che inizia a essere insensibile, mal di schiena continui e soldi che se ne vanni alla svelta per visite e visite per scoprire che sono tempestato su tutta la schiena di ernie! Meno male che è finito sto 2009 di merda!!!!!!

Toccato il fondo, ora si può solo che risalire!

Come nel Cammino dell'Eroe, il protagonista supera tutte le prove, se la vede brutta, e proprio quando è lì lì per morire, ecco che risorge e distrugge il drago, io mi ritrovai, nella primavera del 2006, con un copione campato in aria che mi ha ridato vita. Per fare di quel copione un film, avrei dovuto buttarmi alle spalle tutta la vicenda della Divina Commedia e ricominciare tutto da capo. E così feci.

Furono 4 mesi di intenso lavoro di scrittura tra telefonate e e-mail e finalmente, il 4 Agosto, il primo ciak e lì... beh, un incontro che non scorderò mai! Una ragazza, che a guardarla non le staccheresti gli occhi di dosso, e per me fu così, ma non per motivi logicamente sessuali, ma per puro interesse artistico: uno sguardo magnetico, un viso caratteristico e un'espressione, sotto quelle luci, molto ammaliante. Io mi fissai su di lei, come quando si guarda con interesse una farfalla che si adagia su un fiore. Lei si accorse di me e di come la guardavo e lei mi rispose con uno sguardo incuriosito che diceva tutto. Sono sicuro che per un momento lei abbia pensato che mi interessava!
La portò uno dei due protagonisti principali del film e quando ce la presentò, Alek, il mio socio-co-regista nel film, visto che stavamo cercando ancora gli ultimi attori per ruoli meno importanti, gli fece fare un provino con una parte presa dal copione lì per lì e, dopo qualche prova, ci consultammo e la prendemmo per la parte della ex-ragazza del protagonista che l'ha portata.
Io, in un certo senso, la costruii in quei pochi minuti. Infatti, io sul set sono molto esigente e tendo a manipolare gli attori alle mie esigenze e a quelle della storia. Avete presente la locandina del Padrino 1? Io sono così, il burattinaio che guida le sue marionette! Ma non è per un puro gusto di onnipotenza, ma solo per riportare su pellicola la mia idea iniziale di inquadratura. Sono molto esigente sul linguaggio del corpo e sull'espressione facciale. E' per questo che amo il cinema, perchè mentre il teatro è tra la testa e i piedi, il cinema è tra la fronte e il naso. A volte mi trovo seduto su una panchina, in un parco o sul ciglio di una strada, a fare il Cool Hunter, ma vado a caccia di comportamenti e espressioni. Fu quello che feci quella sera con quella ragazza. Me la studiai così intensamente che lei se ne accorse e si girò verso di me.

Girammo per tutta l'estate e l'autunno e poi un giorno, uno dei due protagonisti, ci chiamò a raduno e ci disse: ragazzi, questo personaggio non lo sento mio, pensavo che era una storia diversa, più divertente e, per questo, non me la sento di andare avanti. A 3/4 di film! Abbiamo fatto un secchio tanto per far coincidere tutti nei giorni adatti, a sentire e sopportare le lamentele e le litigate per scene da girare, ritardi di attori, scene preparate e non più girate, come la scena della discoteca, il tutto cercando di non pretendere troppo dai ragazzi, perchè erano tutti "volontari" senza prendere alcun compenso. E il film, che durante il lavoro ha dovuto cambiare titolo da Alba Chiara a Amor, Ch'a Nullo Amato (AC'aNA), per via di ALBA KIARA, che ha avuto il benestare di Vasco, ha subito un arresto a tempo indeterminato. Non potete immaginare la delusione!

Intanto mi ritrovavo a fare un colloquio di lavoro e alla fine del 2007, mi ritrovai felice e contento, e con uno stipendio invidiabile, in una nuova Televisione, creata da una azienda televisiva di un certo livello. Avrei scoperto in seguito di aver fatto il più grosso errore della mia vita.

Nonostante la botta di AC'aNA, tornai a riprendere la scrittura di Caronte. Ma qualcosa era cambiato di nuovo. Non ero più soddisfatto della scrittura nel suo complesso: c'era un elemento che non mi convinceva più. Un giorno, stando a perlare con quella ragazza che ho conosciuto sul set, con la quale, poi, sono diventato buon amico, in un locale vicino al colosseo, mi misi a parlare con lei della scrittura. Parlammo dei personaggi, della storia e uscì da solo che forse poteva essere intrigante cambiare un personaggio importante da maschio a femmina. L'idea mi piacque e così feci: trasformai Giovanni, la spalla destra dell'Anziano, in Paola, ragazza ammaliante, con un forte magnetismo, anche sessuale, su Antonio e sempre spalla destra dell'Anziano. E, naturalmente, per creare il personaggio, mi sono ispirato a lei, che gli proposi anche di interpretare il personaggio. Cosa che accettò seduta stante.

Riscrissi il personaggio di Paola da zero. Non era così facile, ma la mia amica mi ispirava tantissimo e riuscii a creare un background molto particolare.

Poi capitò tutto in fretta, non per quanto riguarda Caronte, ma per quanto riguarda la vita privata:
Rifeci un viaggio con Patty al Lago di Bolsena e lì decidemmo di sposarci. Poi ci sposammo, facemmo il viaggio di nozze in Messico, dove venni colpito dall'impronta di Kukulkán (in patica una bruciatura sulla caviglia destra dovuta dallo stusciamento di una pianta orticante che brucia letteralmente la superficie della epidermide in caso di pioggia, cosa che capitò, guarda caso proprio a me, mentre stavamo alle rovine di Chichen Itza, nel giorno del Solsizio d'Inverno, nell'ora esatta in cui doveva verificarsi la proiezione del seprente Kukulkàn e che invece non si verificò perchè arrivò un'acquazzone così violento e repentino che non avemmo il tempo di ripararci sotto qualche capanna), poi, una volta tornato al lavoro, proprio durante un'acquazzone, persi il controllo dell'auto e feci un botto micidiale sfasciando il cofano ed infine, come già detto, persi il lavoro con tutta la conseguenza che ne seguì.

Frattanto, tramite Facebook, riuscii ad avere un contatto quantomai inaspettato: una nascente casa di produzione, La Margot, si inventò una trovata, a mio avviso geniale quanto semplice: rielabora il famoso DOGMA 95 e lo ribattezza DOGMA 008. Io arrivai alla Margot proprio tramite questo Dogma. La loro mission è quella di facilitare il più possibile la realizzazione di un film a basso budget, rispettando 10 punti stilati proprio per questo scopo. Non ci potevo credere. Qualcuno che la pensa come me e che vuole far introdurre il cosidetto film di genere nel panorama italiano. E Caronte è un film di genere.

Ma ve lo dirò al prossimo episodio, l'ultimo del resoconto!!!!

Per ora un abbraccio a tutti e grazie di essere arrivati fino a questa riga.


Lunga Vita e Prosperità…
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domenica 27 dicembre 2009

27.12.09 - Resoconto - Parte 3

Buon Natale a tutti.
Buon Santo Stefano a tutti.

E ora, Domenica 27, mi ritrovate qui a scrivere il mio resoconto.

Qualche giorno fa, mentre stavo a studio, un mio amico mi dice: "Ma sto diario che stai a scrive, cos'è, un desiderio tuo di fare un film o una cosa vera?"
La stessa domanda me l'hanno posta anche altre persone. E la risposta è: "Il Diario è il resoconto e la cronistoria della produzione di un film che si farà", quindi, caro Alex, Caronte si fa! E in seguito ci saranno altri progetti, tra cui anche quello che pensi tu!

Tornando alla storia, eravamo rimasti che io stavo rosicando come un matto sul fatto che un'isoletta piccola piccola riesca a fare una trilogia tanto imponente come Il Signore degli Anelli.
Sono sincero, ho rosicato davvero tanto e rosico tutt'ora. Soprattuto in questi giorni, dopo la notizia che un film trash come Natale a Beverly Hills ha ottenuto la «qualifica di film d’essai» che per la legge Urbani spetta di diritto a tutti i film di interesse culturale e nazionale. Sono anche un pò demoralizzato, ragazzi! Voi non potete quanto lo posso essere, soprattutto dopo quello che ho passato per promuovere la mia sceneggiatura!

La TV pareva un trampolino ideale per poterla promuovere. Lavorare in tv ti da la possibilità di conoscere persone più o meno importanti, più o meno cialtrone e più o meno serie. Ne ho conosciuti tanti, ve lo garantisco e ne sono passate di faccie note nei due posti dove ho lavorato, che dietro il nome si nascondono persone perditempo. Tanto che gli frega: sono famosi, hanno un ruolo garantito comunque e se non lo hanno si danno alla politica... con scarsi risultati! E menomale aggiungerei io!
Ho conosciuto persone che si riempono la bocca con Ho fatto, Ho detto, Sono Stato, ma quando arrivavo al succo del discorso, vedevo facce perplesse, o persone pronte a dire Certo, incontriamoci e parliamone! e poi, quando proponevo loro il soggetto e dicevo loro che avevo registrato tutto alla SIAE, tergiversavano, allungavano il brodo e prendevano tempo.
Forse avrò sbagliato ad aver registrato la storia, ma non voglio vedermela sfuggire dalle mani.
Contemporaneamente, sotto il consiglio di persone amiche, sono andato a fare colloqui con case di produzione più o meno note, e tutti, TUTTI, mi guardavano perplessi. E quando, insieme alla sceneggiatura di Caronte, presentavo il tomo della sceneggiatura de L'Inferno, videvo un sorriso ironico e beffardo spuntare sul viso dei miei illustri interlocutori. Volete sapere quale fu, in somme righe, la risposta? Questi film, riferiti alla trilogia di Dante, non hanno alcuna possibilità di essere realizzati in Italia, perché non sono un target appetibile e comunque nessuno li andrebbe a vedere! E poi vengono eletti a Film d'Essai i cinepanettoni. Ho girato tanto e tanto per trovare uno staccio di produttore, ma nulla!

E intanto, Caronte, arrivava alla terza stesura, perchè, un giorno, affranto e avvilito, mi fermai e misi sul tavolo tutte le cose che avevoo, tutte le persone che conoscevo e tutta la mia cocciutaggine e mi dissi: se io chiamo sto tizio, sto tizio e quest'altro tizio, e poi ci metto sta telecamera e chiedo a mio fratello e a un mio amico di fare le musiche, e io ci metto la fotografia e la regia e cerco di convincere tutti a girare gratis, come con "La Scatola dei Ricordi", magari ce la faccio a fare il film da solo. E così, parlando con una quantità modesta di persone, riuscii a trovare tutti disponibili a fare il mio film. Non mi pareva vero. Iniziai così a scrivere di nuovo la sceneggiatura di Caronte. Ma non mi convinceva più come prima, perchè mancava di qualcosa, ma non riuscivo a capire cosa.

Un giorno, maledetto sia, una giornalista, mia cara amica, arriva di gran carriera con un foglio stampato in mano e mi fa vedere che in america, quasi tutto lo staff della trilogia cinematografica tratta dai libri di Tolkien, si è riunita e ha creato una casa di produzione per girare una nuova imponente trilogia: Dante's Inferno, Dante's Purgatorio e Dante's Paradiso!
Bip
...
Bip
...
Biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiip

Non respiravo più, ero diventato bianco in volto. Poveretta, Sandra, gli era presa un colpo: pensava che mi stavo sentendo male! E così era, infatti. Mi stavo sentendo male. Sono dovuto uscire dallo studio per prendere una boccata d'aria! Calmatomi un momento, realizzai: Gli americani fanno Dante! GLI AMERICANI FANNO DANTE!!!!!! NOOOOO!!!!!!!!! Entrai in uno stato di apatia e di vegetazione per circa una settimana. Andavo al lavoro per forza di inerzia e stavo tutto il tempo davanti al montaggio, in silenzio, mangiavo con i colleghi stando in silenzio e non partecipavo ad alcuna conversazione, ne a lavoro ne a casa. Lentamente ritornai alla vita e mi venne in mente una cosa, o meglio, una vendetta. Presi in mano la stampa della mia amica, andai da tutte le persone che mi risero in faccia e gli spiattellai davanti l'agenzia stampa! Non vi dico la goduria che ho provato nel vedere l'espressione di incredulità che si andava a formare sul loro volto. A tutti quanti non dissi nulla, se non Grazie per non averci creduto! Mi alzavo e me ne andavo, senza guardarmi indietro.

Mi documentai sulla produzion e della trilogia e vidi che dopotutto lo staff era di grande rilievo e cera anche qualche nome italiano tra i protagonisti e il regista è di origini italiane, tale Armand Mastroianni. Ma ancora non era stato trovato un attore per la parte di Dante.
Mentre che seguivo le notizie sulla produzione, molto scarne oltretutto, me ne feci una ragione e ripresi, mestamente a riscrivere Caronte, dopo tutto ancora c'era il film da girare e la storia non potevano certo rubarmela.

Un bel giorno, poi, arriva Alex, con una proposta quantomai inaspettata: Mi propone di co-dirigere con lui un film autoprodotto e mi spedisce via e-mail un copione molto sconfusionato, senza capo ne coda dal titolo ALBA CHIARA. Io lessi il copione e capii che, nonostante il testo sia molto scarno, aveva le potenzialità di diventare un buon film e accettai di co-dirigelo. Era l'inizio della primavera del 2006.

Ma ve lo dirò al prossimo episodio.

Per ora un abbraccio a tutti e grazie di essere arrivati fino a questa riga.


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venerdì 18 dicembre 2009

18.12.09 - Resoconto - Parte 2

Dopo un pò di pausa forzata, rieccomi a scrivervi le mie disavventure sul film che è difficile da realizzare.

Mi scuso con tutti quelli che mi stanno seguendo, ma il lavoro, come dico io, nobilita, ma porta via un sacco di tempo. Tutta colpa di Babbo Natale!!!! Infatti, a Euroma2, La ImageArtStudio, lo studio in cui lavoro ora, scatta le foto con Babbo Natale insieme a chiunque la voglia fare, dal bimbo appena nato, al vecchietto con l'infarto a due minuti dallo scatto. Io me la sono fatta in posizione ComeSto che poi metterò in gara sul sito.
Non potete immagine la grossa mole di lavoro che si è venuta a creare in questi giorni. Ero a casa il 6 Dicembre, e Enzo, il fotografo, capo della IAS, mi chiama e mi dice: "Dovresti venire una settimana prima perchè ho bisogno di aiuto!" (ero a casa per fare delle visite mediche per via di un forte dolore e isensibilità al tatto alla gamba sinistra). Arrivo a studio e mi trovo Enzo e Federica, la grafica (TVB, ricordatelo) con i capelli dritti! Trovo dei cambiamenti, minimi. Prima su tutti, una lavagnetta co scritti tutte le scadenze: Trovo vari libri di matrimoni da ultimare, copertine di fotolibri di gite ai concerti da fare e incollare e due cose: "Foto E2" e "Libri AnC". Enzo mi spiega che il centro Commerciale Euroma2 (E2) ci ha ingaggiato per fare le foto gratis alle persone e di stamparle e confezionarle per il pomeriggio del GIORNO DOPO!!!! Panico! Ma ce la faremo mai? E le foto? Come sono? Che formato? Su che carta? E rilegate come? Era il 7 e ancora non era nulla di pronto. E dovevamo iniziare il lavoro il giorno dopo! E Arte nel Cuore (AnC)? un'associazione Onlus per i disabili che voglio diventare attori! Tempo addietro avevamo fatto la ripresa dello spettacolo di fine anno della scuola e gli abbiamo fato il libro che facciamo noi. Alla presidente è piaciuto da morire, tanto che, per Natale, ha deciso di regalare dei libricini a tutti i donor che sostengono l'associazione e tutti i dvd della serata. Altro Panico! Il tutto entro il 16. E giù al lavorare a orario continuato, dalle 8.00 alle 24.00 di ogni giorno, sabato e domenica compresi! Naturalmente, io, con il mio dolore che mi trascino appresso, e lo sforzo che faccio per fare le cose, mi ritrovo ora con il dolore anche all'altra gamba e alla schiena, che è tempestata di 12 ernie preziose per tutta la sua lunghezza! FANTASTICO!!!!!

Ed ora eccomi qui, Venerdì pomeriggio, da solo a studio con una strana atmosfera natalizia e un posto vuoto, lì, che mi manca tanto!

Vabbè, ma comunque lo show deve continuare! E continuiamo allora! Andiamo avanti, anzi: Indietro!

Ero rimasto al Gollum!
Era il Gennaio del 2003. Questa creatura enigmatica, che io ho adorato nel libro, finalmente prendeva vita sul grande schermo, dopo che fece una fugace apparizione nel primo film della trilogia de "Il Signore degli Anelli". Come un bambino ch sgrana gli occhi per la meraviglia che prova davanti a un palloncino che vola, io rimasi incantato davanti all'animazione di quel personaggio. Il gollum è una creatura digitale e recita come un attore vero! Io amo quel mostro. In oltre, il film stesso è qualcosa di veramente meraviglioso! Ragazzi... La battaglia del Fosso di Helm è qualcosa di spettacolare, è per me l'ottava delle sette meraviglie! E la doppia personalità del Gollum è da Oscar! Questo film, più del primo, ha segnato per me un punto di svolta nella mia vita artistica, e forse anche nel senso più generale del termine Questo film mi ha convinto del fatto che dove non è riuscito Kubrick, perchè sarebbe stato un film troppo vasto, la tecnologia digitale e i tempi di narrazione possono fare i miracoli. Furbo e saggio è stato Jackson ad assecondare il supremo volere del produttore: ha accettato di tagliare molte scene della storia per il cinema e di rimetterle nella versione estesa in DVD. Queste cose mi hanno aperto un mondo: visto che da quel momento in avanti, fino a un nuovo film, la trilogia ha segnato un nuovo giro di boa, introducendo nuove tecniche di inquadrature, nuovi modi di rappresentare i mondi fantastici e nuove creature in modo eccessivamente reale, perchè allora, vistro che c'è riuscita la Nuova Zelanda, che di certo non è Hollywood, non ce la può fare l'Italia a fare La Divina Commedia? Ok! ci provo! E' deciso!
Ma chi sono io? Fino a quel momento ero solo uno con un bel sogno, qualche cortometraggio all'attivo e un lavoro come montatore in TV. Ok! Iniziamo dalla TV, allora!

giovedì 26 novembre 2009

26.11.09 - Resoconto - Parte 1.5

Prima parte e mezza del mio resoconto.

Perché questa metà in più? Perchè, prima di passare a parlare delle difficoltà che ho incontrato per realizzare sto benedetto film, vorrei spiegarvi gli avvenimenti che sono successi, nel frattempo, che mi hanno portato a una maturazione artistica e pratica.

Ero arrivato al punto di in cui
bisognava trovare il modo di fare il film.
E che ci vuole? Prendi qualche cristiano, lo metti davanti e dietro la macchina da presa, dici ciak, azione, stop, gridi ogni tanto e il gioco è fatto. Mettiamoci pure che sono un montatore di professione... Avete presente il ragazzino di Senti chi Parla, quando vede Travolta che accende l'auto e parte? Più o meno era quella la sensazione che provavo in quel momento. Primo tentativo fallito: non avevo nessuno che era capace a stare su un set. Era il Marzo del 2002. Eppure ero appena reduce di un cortometraggio girato e montato l'estate prima: La Scatola dei Ricordi e, andando a ritroso, Brasile, Così per Caso e Sogni Confusi. Quest'ultimo l'ho realizzato come compito d'esame di fine corso presso
il CST - Centro Sperimentale Televisivo nel Giugno 2000, girato e montato con un bel UMatic (Brrrrr). Così per Caso e Brasile, idem, ma ero a Telecivitavecchia, mentre La Scatola dei Ricordi, beh, quella è tutta un'altra storia: per come lo avevo organizzato e prodotto, pareva una superproduzione. Ho coinvolto una marea di persone tra amici e parenti e il risultato è stato che ho vinto il premio per la regia e per la fotografia, entrambe fatte da me, in un paio di concorsi. Quindi capirete che per quanto ero fomentato da ciò mi buttai a capofitto nella produzione di questo film. Ma siccome la botta era stata grossa, decisi di ridimensionarmi e di attendere di nuovo tempi migliori.

Intanto, iniziai un corso di sceneggiatura e regia nella mia città: un mio amico, che ha ora un piccolo teatro parrocchiale, mi invita una sera alla cena con un regista e attore famoso in italia, accompagnato da un regista che io adoro. Insieme ad altri ragazzi, che sapevo essere aspiranti registi nel panorama cittadino, parlammo di un progetto che questo attore voleva tirare su e mi resi conto che ero tra i pochi eletti a far parte di una selezione accurata per il primo anno di questa Scuola delle Arti. Da lì a un mesetto mi ritrovavo a sostenere un colloquio di ingresso con un il direttore, cioè l'attore, e un regista-documentarista che sosteneva il colloquio. Risultato: sono entrato nell'enturage a tutti gli effetti.

Sono stato assente in qualche lezione per via del lavoro a ReteOro, ma me la sono cavata sempre bene,, tanto che a volte, quando arrivavo tardi alle lezioni, mi trovavo indietro agli altri, ma recuperavo sempre subito e un giorno, pensate, un professore di sceneggiatura, aveva dato un compito a casa: bisognava scrivere una sceneggiatura di un corto dove 2 sorelle litigano perché la minore credeva che la maggiore se la faceva con il proprio ragazzo, ma poi c'è il colpo di scena che spiazza tutti. Io naturalmente non sapevo nulla perchè mancai alla lezione prima e trovatomi senza nulla in mano, presi a scrivere di getto una sceneggiatura su un tacquino. alla fine della pausa avevo pronta la sceneggiatura e, sorpreso, il professore voleva sentirla. Io, imbarazzato, non riuscii a leggere, tanto che lo feci leggere da un mio compagno. Ricordate quando nell'altra lettera vi ho detto che ho un dono nello scrivere direttamente in sceneggiatura? Lo compresi in quel momento. Il professore, alla fine della lettura, si alzò, ando verso il mio compagno che aveva appena letto il mio manoscritto e lo alzò in aria per farlo vedere a tutti: questa è una sceneggiatura con tutti i canoni, disse, ci sono i tre atti, e tre svolte, una più incalzante dell'altra. Se questa storia fosse un film, vincerebbe l'oscar.
Personalmente penso che il professore esagerò un pò troppo, ma la reazione, ve lo giuro, fu immediata. Immaginatevi la scena: appena il professore finì di dire la frase incriminata, tutta la classe si girò verso di me; pareva che si fosse scatenata la III Guerra Mondiale e io ero il nemico da abbattere! E il professore rincarò la dose: quello che avee scritto è troppo introspettivo, filosofico e astratto. Lo spettatore lo tenete incollato alla poltrona con la storia semplice e veloce, altrimenti quello si alza e torna al botteghino pretendendo i soldi indietro. Così si scrive una storia: Semplice, asciutta e schietta mentre agitava il mio tacquino in aria Vi garantisco che volevo sparire. Letteralmente.

Ma non fu solo quello l'episodio che mi convinse che forse un posticino nel panorama cinematografico potrebbe spettarmi. Si avvicinava la fine del corso e, come al solito, arrivai in ritardo nelle situazioni più importanti: era il giorno in cui bisognava decidere chi faceva cosa, per quanto riguardava la realizzazione di un cortometraggio per fine anno scolastico. Io avevo deciso di fare il regista e il direttore di fotografia per il mio e solo il direttore di fotografia per gli altri cortometraggi. Arrivo alla riunione, in ritardo, appunto, e appena il direttore della scuola mi vede dice a gran voce: Ooh, ecco finalmente il regista dell'unico cortometraggio rimasto! E' passato tanto tempo dall'episodio della sceneggiatura e
gli animi si erano ormai assopiti definitivamente, tanto che dopo quell'episodio, ho stretto amicizie e collaborazioni con persone più o meno "dotate" sul piano inventivo. Quel giorno, però, notai dei sorrisetti sotto i baffi eccessivamente mal celati, quando entrai nella stanza. Chiesi scusa del ritardo e mi sedetti. Il direttore mi passò la sceneggiatura e gli diedi una prima occhiata: il titolo era Sonia. Scorrendo velocemente il testo, mi resi conto con sconcerto che era un monologo. Capii subito. Mi toccò la sceneggiatura che nessuno voleva fare, poichè il monologo è la cosa più difficile da realizzare a livello visivo, a quei tempi. Cercai il ragazzo che scrisse il monologo e me lo indicarono. Aveva un'espressione abbattuta, probabilmente, perché messa ai voti, nessuno prese quel testo. Io non potevo fare altro che accettare, visto che era l'unico rimasto disponibile. Compresi, in seguito, che gli attori di nome che si sarebbero prestati per interpretare i cortometraggi erano stati già tutti presi, quindi dovevo usare i ragazzi del corso di teatro. Fortuna volle che il ragazzo che scrisse la sceneggiatura fosse anche uno di quelli del corso di teatro. Meglio di niente, almeno così, pensai, il testo lo interpreta lui stesso.

Facciamo i corti. Sono stati 2 mesi di inferno tra lavoro e set: visto che ero, e lo sono tutt'ora, un patito degli FX, mi chiesero di fare anche da supervisore per una scena davanti a un bluescreen e di occuparmi di un paio di animazioni al computer per un altro corto. Alla fine sono stato l'unico a consegnare il lavoro finito in tempo, mentre gli altri erano ancora chi col girato da selezionare, chi con il montaggio ancora da iniziare.

Una sera, durante la cena di fine corso, in preda all'alcool, il direttore e il professore di regia si rendono conto che tutti i corti stanno messi male e decidono di guardare tutti i lavori quella sera stessa. Saranno state le 11:30 di un venerdì sera. Tutti si guardarono in faccia e dopo qualche titubanza decisero di andare alla scuola e far vedere i propri lavori. Io, per ridurre i tempi di produzione, decisi di montare il corto al di fuori del corso, senza dover aspettare il mio turno di montaggio. Così, mentre gli altri si dirigevano alla scuola, io feci un salto a casa, presi la cassetta del corto e la portai a farla vedere. Ci misi una mezz'ora circa.
Quando arrivai alla scuola, uno dei ragazzi era fuori della porta che fumava nervosamente. Io mi avvicinai a passo veloce e chiesi come andava: sta smembrando e distruggendo tutti i lavori. Stai attento. Non era certo incoraggiante. Quando entrai vidi che stava smontando scena per scena il cortometraggio più importante: Segreti di Famiglia. Vedevo i due registi che stavano in preda alla depressione. Vi giuro, era come vedere la macellazionedi un maiale. Quando si accesero le luci, il direttore mi vide e mi chiese qual'era il mio corto. Gli dissi il titolo e si misero a cercarlo sul Mc, ma io gli dissi che non l'ho montato lì, ma a casa e che avevo portato la cassetta. Sorpresa generale. Evidentemente tutti si erano dimenticati che avevo finito in tempo il corto e il direttore mi chiese la cassetta. Iniziò la visione e mi sentivo di un nervoso... la regista del corto SdF mi prese la mano per rassicurarmi. Un altro mio compagno mi sussurrava: mò comincia, mò si ferma e ti fa a pezzi, ma non si muoveva nulla e la visione continuava. Mi aspettavo che nella rivelazione finale scoppiasse il vulcano ma non fu così. Passarono i titoli di coda e non c'era alcuna reazione ne del direttore ne del professore, mentre il resto dei ragazzi borbottavano increduli tra di loro e io mi guardavo con la mia amica che mi teneva la mano. Si accesero le luci e ci fu un momento di silenzio poi la sentenza del professore: Bello, andiamo avanti! Scoppiò il soffitto dell'aula! C'era chi mi mandava letteralmente a quel paese e altri che si alzavano per andarsene. Giuro di aver sentito anche qualcuno che rimpiangeva di aver rifiutato quella sceneggiatura e che lo avrebbe fatto anche meglio. Il direttore si alzò e a stento riuscì a far calmare gli animi. Spiegò perché era piaciuto il mio corto: nonostante sia un monologo, sono riuscito a far vedere con le immagini il pensiero distorto di una persona, con dei tagli di regia inediti, uno studio della fotografia molto livida e un montaggio frenetico che rispecchia molto bene lo stato d'animo del protagonista. L'unica cosa che non andava bene, se proprio doveva esserci, era che avevo fatto troppi particolari sulle parti del viso, creando un senso di angoscia e fastidio. Io risposi con la battuta che il professore di regia ci ha insegnato a dire in questi casi: E' voluto, e aggiunsi anche che era proprio quella la sensazione che volevo dare. Il direttore, allora, disse la sua pronunciando parole di fuoco che ancora ricordo a distanza di anni: Se Donato porta una sceneggiatura e questo cortometraggio a un produttore, gli fanno fare il film!
Mi ero fatto dei nemici, era ufficiale.

Ma come un film ben realizzato richiede, non poteva mancare il colpo di scena finale.
Era la sera della proiezione di tutti i cortometraggi al cinema più importante della città. Cìerano persone del panorama politico e dello spettacolo della città e qualche invitato illustre. Poi amici e parenti. Il cinema era pieno come un uovo. Mancavano solo Bred Pitt e i suoi Bastardi. Il mio cortometraggio sarà stato il decimo o il dodicesimo. Stranamente, mandarono in proiezione prima quelli con gli attori veri e a cui io partecipai come DOP e FX SV, come Segreti di famglia, In Ritardo per la Vita (a cui alla fine feci anche il montatore, aiuto regista e cameraman), un altro paio che non ricordo e finalmente il mio: Sonia
. Prima del mio corto, il tenore degli altri oscillavano tra il riso e lo sbadiglio (il tema trattato, dopotutto, dava la possibilità di spaziare in tutti i campi: Sarò Padre). Quando iniziò Sonia avevo il cuore a mille. Vedere un tuo lavoro proiettato sul grande schermo, corto o lungo che sia, ti da sempre una emozione fortissima. Mi mancava il respiro e penso di essere rimasto in apnea per tutta la durata della proiezione. Il silenzio era sceso in tutta la sala e si ascoltava solo la voce ansimante del protagonista che monologava. Quando arrivò il momento della rivelazione, sentii delle reazioni sottovoce intorno a me: c'era chi sobbalzava con la voce, come se si fosse spaventato, chi si muoveva infastidito sulla poltrona. Una signora disse: Oddio, l'ha uccisa! In quel momento mi si innondò il corpo di un brivido freddo e capii che avevo colpito nel segno, perchè ero riuscito a far credere una cosa quando in realtà, alla battuta finale la verità era un'altra! E, infatti, alla battuta finale, sentii la gente dire Noo! il tutto nel giro di pochissimi secondi di filmato (quindi 2 colpi di scena in poco più di 30 secondi, un'ottima cosa per un cortometraggio). Avevo vinto! AVEVO VINTO!!!! Alla fine della proiezione, ci fu un'ovazione. E quando salii sul palco, alla fine di tutto, per ritirare l'attestato, quando dissero il mio nome, il regista di Sonia, ci furono gli applausi più forti della serata. Non potrò mai scordare quella sera.

Tornando a Caronte, durante l'anno scolastico, studiai tutti: sceneggiatori, registi, attori, attrezzisti e feci una selezione di persone fidate che, quando sarebbe arrivato il momento, non avrebbero esitato a dire di sì per fare il film. Da quel momento in poi stava a me fare il passo più importante. Trovare il produttore del mio film.
E intanto era uscito il secondo film della trilogia de Il Signore degli anelli, dove viene rappresentato a video il Gollum, il personaggio che mi ha fatto scattare una molla in testa che ha cambiato del tutto la mia vita.

Ma ve lo dirò in seguito.

Per ora un abbraccio a tutti e grazie di essere arrivati fino a questa riga.


Lunga Vita e Prosperità…
al Cinema Italiano!!!